Cosa riserverà il 2025 al mondo BIM? Tra l’impatto delle nuove normative, l’avanzare delle nuove tecnologie e le nuove richieste del mercato, esploriamo tendenze e sfide del settore per l’anno in corso con Neri Lorenzetto Bologna, founder 2Dto6D.
Non poteva mancare anche per questo inizio anno un appuntamento ormai fisso: l’intervista a Neri Lorenzetto Bologna, owner, BIM Manager e MEP Specialist 2Dto6D. Con lui abbiamo approfondito tendenze e sfide del settore che hanno caratterizzato il 2024 per guardare poi alle prospettive del 2025, con un focus particolare sulle attività della nostra società.
Facciamo il punto sull’anno appena trascorso e quello appena cominciato: quali sono le tendenze di rilievo nel mondo BIM registrate nel 2024 e che pensi avranno ulteriori evoluzioni nel 2025?
Il 2024 non ha portato novità particolari nel nostro settore, ma ha segnato una crescita nella maturità e comprensione dei workflow BIM da parte dei professionisti, il che continuerà – rispondendo ad esigenze più attuali – nell’anno in corso.
Poi, certo, c’è stato l’avanzare dell’Intelligenza Artificiale, così come ci sono stati importanti sviluppi dal punto di vista normativo, con l’introduzione del D.Lgs. 36/2023 e l’obbligatorietà del BIM per appalti pubblici superiori ai 2 milioni di euro dal 1° gennaio 2025…
Parliamo proprio di AI: come è stata integrata questa nuova tecnologia nell’operatività della 2Dto6D?
Stiamo integrando l’AI nei tool e nelle correlate procedure che utilizziamo quotidianamente, preparandoci alle richieste del mercato presenti e future.
Al momento, infatti, per un’applicazione costante dell’intelligenza artificiale nell’ambiente BIM ci si imbatte ancora in un grosso numero di bug, le cosiddette “allucinazioni”.
Siamo solo all’inizio di un percorso che plasmerà il nostro settore nei prossimi anni.
E, invece, per quanto riguarda le novità normative?
Vantiamo una certa esperienza anche per ciò che concerne l’aspetto della compliance normativa. La nuova soglia di 2 milioni, sicuramente, allargherà il target di possibili clienti: piccole e medie società e imprese inizieranno a pianificare l’implementazione del workflow BIM e ci troveranno pronti a supportarle con l’esperienza accumulata in collaborazioni importanti, come quelle con ANAS e l’Agenzia del Demanio.
Cosa pensi proprio a proposito dell’obbligatorietà BIM e del caos che ne è scaturito?
Vedo delle similitudini rispetto a quanto accaduto nel mercato delle automobili, quando in ambito comunitario si sono imposte date di fine di produzione dei motori termici in favore dell’elettrico. Ci sono stati dei marchi storici che si sono trovati impreparati, così come si sono trovati impreparati Paesi che non avevano ancora un’infrastruttura elettrica sufficiente per effettuare questo passaggio.
In maniera simile, nel settore BIM, da un lato è emerso che la Pubblica Amministrazione non era ancora pronta (nonostante avrebbe dovuto); e, dall’altro lato, imprese e società di ingegneria e di architettura ancora faticano nell’adozione completa del workflow BIM.
Probabilmente, in entrambi i casi ci sono state delle previsioni troppo ottimistiche e non si è tenuto abbastanza conto delle complessità interne ai vari settori.
Alla luce di tutto ciò , cosa immagini debbano aspettarsi i professionisti del settore in quest’anno?
Sarà necessaria una grande maturità per rispondere alle sfide del 2025, sia per la Pubblica Amministrazione che per i professionisti privati.
Il mio consiglio è di non sottovalutare le richieste normative e di fare network, affidandosi a chi ha già esperienza. La gestione digitale delle gare e dei progetti richiede precisione e verifica, aspetti che non possono essere improvvisati.
Che consiglio, invece, vuoi dare al tuo team 2Dto6D per affrontare le sfide del 2025?
Nuovo anno vuol dire anche nuovi clienti. L’esperienza gioca dalla nostra, ma mi auguro non venga mai meno l’entusiasmo che caratterizza il nostro lavoro, così come la pazienza che è fondamentale per interfacciarsi con committenti alle prime armi col workflow BIM. Per noi si tratta di percorsi collaudati, per loro è tutto nuovo.
Il mio team dovrà essere bravo a trasmettere, mediante l’ottima gestione comunicativa che già gli appartiene, l’importanza dei benefici che il Building Information Modeling può portare al settore.
Facciamo un passo indietro e torniamo virtualmente al 2024: quali sono stati i momenti-chiave di quest’anno per la 2Dto6D?
Ci sono stati momenti positivi e non. Tra i migliori, una delle commesse più importanti seguite: quella dell’Aeroporto di Bologna, per cui ci siamo occupati di un Cloud to BIM, quindi un rilievo a laser scanner con restituzioni del modello, seguendo tutta una serie dii dettami molto moderni.
Ma – lavorando anche su progetti esteri – abbiamo affrontato alcuni start and stop su altre commesse, spesso legati al contesto socio-politico internazionale. Nonostante tutto, siamo riusciti a concludere l’anno con soddisfazione. Di questo ne sono fiero.
Nonostante tutto, poi, avete dedicato tempo e spazio al recruitment, con l’avvio di progetti di stage per risorse provenienti sia da istituti superiori che da enti di formazione. Perché tanta attenzione a questo ambito?
Purtroppo c’è una generale rarefazione di giovani risorse nel nostro settore. Anche i corsi universitari, ad esempio, parlano di BIM solo a grandi linee.
Abbiamo, quindi, deciso di muoverci in maniera diretta, formando nuove risorse. Forti della nostra esperienza nel campo della formazione, abbiamo adottato le nostre tecniche di pressure learning, il che ci ha consentito di formare nuove risorse in tempi molto rapidi, senza tralasciare la qualità dell’apprendimento e il livello di integrazione nel nostro team.
Chiudiamo con una domanda di rito: cosa auguri al team 2Dto6D per l’anno appena iniziato?
Voglio che consolidino la loro maturità e mantengano alta la qualità del lavoro, trasmettendo i benefici di un modo di lavorare moderno e collaborativo. Insomma, gli auguro di lavorare sempre meglio e in un ambiente sempre migliore!






